Open Night al Liceo Classico

Storia del Liceo

Il Liceo Classico di Rieti "Marco Terenzio Varrone" è di sicuro, tra le Scuole Superiori reatine, la più antica, anche se l'intitolazione al massimo erudito latino compare soltanto nel 1901. Il 21 gennaio 1816, però, Scipione Colelli(1), insigne dantista e filologo, fonda a Rieti il Liceo Comunale. Il nuovo Liceo, accanto ai docenti di Retorica, Grammatica, Umanità, Aritmetica e di Lingua e Grammatica greca(2), si serve dei più meritevoli alunni come monitori, precursori degli odierni tutors tanto decantati come innovazione destinata a rivoluzionare l'insegnamento!
La popolazione scolastica è, all'inizio, di centocinquanta alunni che vengono ospitati in un dignitoso, seppure vetusto, edificio ubicato ai piedi della Via Pennina, a ridosso del Teatro dei Condomini. A causa di un sisma verificatosi nel 1852 e per la numerosa affluenza di studenti, il liceo è trasferito, nel 1857, nella Casa Archidiaconale.
Il 29.X.1860, a seguito della Legge Casati del 1859, è istituito a Rieti un Liceo governativo di III classe, per l'insegnamento filosofico e letterario. A dirigerlo è chiamato Basilio Sisti, ma la stagione della scuola governativa, nata con l'Unità d'Italia, è di brevissima durata: il 1° luglio 1861, per carenza di fondi, il Liceo chiude e viene restituito per il funzionamento al Comune, che solo nel 1865 è in grado di riattivarlo. Come Liceo Comunale continua, quindi, a funzionare fino alla Regificazione avvenuta nel 1887. Il Ginnasio, invece, funziona come Parificato fino al 1907, quando, regificato anch'esso, viene unito al Liceo sotto la comune denominazione "Regio Liceo Ginnasio Marco Terenzio Varrone". Fin dal 1860 Basilio Sisti, Rettore del Ginnasio, ha proposto al Comune di unificare le cinque classi del Ginnasio alle tre del Liceo e trasferirle nel Convitto Comunale ospitato nell'ex Convento di S. Agostino, dove sono accolte in seguito al terremoto del 1898 che lesiona gravemente la Casa Archidiaconale. Trent'anni dopo, nel 1927 la scuola si trasferisce nella sua sede attuale, costruita in pochi anni sui terreni prima occupati da piccole case fatiscenti ed orti, a ridosso delle mura cittadine.
Insigni e numerosi furono i docenti che profusero per decenni la loro attività nell’educare generazioni di studenti e non potendo ricordarli tutti, ai quali, deve andare, comunque, il nostro grato ricordo, è doveroso citarne alcuni che restarono nella memoria, chi per la lunga durata del magistero, chi per l’indiscussa professionalità e severità, chi, come Domenico Petrini(3), perché troppo presto scomparve, lasciando un vuoto nella cultura locale e nazionale.
Tra i docenti che hanno insegnato in questo Liceo, i più famosi sono stati: Luca Bernardinetti, Angelo Sacchetti Sassetti, più tardi Sindaco della città ed insigne studioso delle memorie locali, Michele Puglisi, Alfredo Amelotti, Gioacchino Gesmundo (caduto alle Fosse Ardeatine), Tina Tomassetti Gusmano, Raffaele Giomini.
La popolazione scolastica conosce negli anni tra il 1940 ed il 1960 un forte incremento; negli anni '70 vi sono momenti di flessione nelle iscrizioni che tornano a crescere in maniera notevole negli anni fra 1'80 ed il '95.
L'Associazione ex alunni del Liceo Classico, costituita con lo scopo di tener viva la memoria e la funzione della scuola attraverso legami di collaborazione nell'educazione e nella formazione delle giovani generazioni di Liceali, si è fatta, insieme con la Scuola, promotrice di iniziative lodevoli, come nel 1997 le celebrazioni per il 110° anniversario della Regificazione del Liceo, ed alcuni incontri di interesse culturale e civile.
Nel 2003, la Scuola, l'Associazione Ex-Alunni e la fondazione CARIRI hanno promosso il I Certamen Varronianum Reatinum che si svolge ogni anno nel mese di Aprile.
Famosi sono divenuti anche alcuni degli allievi, fra cui lo storico Renzo De Felice, Domenico Musti, titolare della cattedra di Storia greca all'Università di Roma "La Sapienza", Indro Montanelli, Franco Marini, Deputato europeo, Giuliano Ranucci, Docente di Lingua e Letteratura Latina all'Università Statale di Pisa, Marco Salvati, astrofisico. 
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(1) Fu per breve tempo professore di eloquenza, in virtù della sua fama di filologo, studioso di Esiodo, Dante e Sannazzaro 
 
(2) Materie di insegnamento nel Ginnasio (1815): Grammatica italiana e latina - Prosatori (Storici) e geografia - Umanità: Prosatori e poeti italiani e latini; Composizione di brevi favole e racconti – Lingua e Grammatica greca.
 
(3) Docente universitario sulla cattedra di Letteratura italiana all’Università “La Sapienza” di Roma
 

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